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genere: storico - anno: 1999 - giudizio: stupendo (***)

LA REGINA CHE SALVO' IL SUO POPOLO
Molto fedele al testo biblico, il film esalta la tesi del ribaltamento del destino deciso da uomini empi

La vicenda di Ester è la spiegazione dell'origine dell'importante festa ebraica dei Purim.
I fatti si svolgono "nell'anno secondo del regno di Assuero, il Gran Re", identificato dai commentatori con Serse I, benché siano state proposte da alcuni anche altre ipotesi: accettando questa identificazione, sarebbe nel 485 a.C.
Mardocheo, giudeo della tribù di Beniamino che vive a Susa, capitale dell'impero persiano e residenza invernale dei Re dei Re a partire dal regno di Dario I, sogna due draghi che con il loro sibilo inducono i popoli a combattere contro il "popolo dei giusti". Questo sogno premonitore lascia intendere come sui Giudei stia per abbattersi una grave sciagura.
Allora il re Assuero manda a chiamare la sua sposa, la regina Vasti, interpretata da Ornella Muti, ma questa è intenta a festeggiare nel gineceo e non obbedisce. Allora Assuero la ripudia e si cerca una nuova sposa. La scelta cade sulla giudea Adassa (in ebraico mirto), di cui Mardocheo è tutore, essendo figlia di un suo zio. Ma Assuero ignora che ella appartiene al popolo di Giuda, e la conosce come Ester.
Per i Giudei si avvicina uno dei momenti peggiori della loro storia, giacché Aman, il perfido consigliere del re, di stirpe Agaghita, odia Mardocheo per il fatto che non vuole prostrarsi a lui né rendergli omaggio, e così concepisce un piano mostruoso: adoperando il sigillo imperiale che il sovrano gli ha affidato, firma un editto che ordina lo sterminio totale di tutti i Giudei che si trovino all'interno del regno di Assuero, anticipando di millenni la soluzione finale di Adolf Hitler.

IL CORAGGIO DI ESTER PER SALVARE IL SUO POPOLO
Mardocheo viene a sapere del complotto, si straccia le vesti e si lamenta con alte grida. Passato il momento della disperazione, tuttavia, chiede ad Ester di intercedere presso il sovrano affinché ritiri l'editto. Ma nessuno, pena la morte, può presentarsi al re senza prima essere convocato. Allora Ester, dopo aver chiesto a Mardocheo che tutti i Giudei digiunino per lei per tre giorni, si veste a lutto e prega Dio di venirle in soccorso.
Alla fine Ester si presenta ad Assuero in tutta la sua bellezza. Il re, abbagliato, la tocca con lo scettro d'oro e le salva la vita; ella così può presentare la sua richiesta, che consiste in un invito a cena nei suoi appartamenti con il ministro Aman. Egli nel frattempo, con l'appoggio di amici e della moglie Zeres fa già innalzare il patibolo sui cui spera di far impiccare Mardocheo il giorno successivo. Ma a sorpresa Aman è costretto dal re ad onorare pubblicamente l'odiato Mardocheo, dopo aver creduto di essere colui cui era destinato il pubblico trionfo.
Gli eventi precipitano quando Ester, nel corso del banchetto, accusa Aman di aver condannato a morte tutti i Giudei, e quindi anche lei. Il sovrano monta su tutte le furie ed ordina di appendere Aman a quello stesso patibolo che aveva fatto innalzare per Mardocheo.
Così descrive la scena Dante Alighieri nella Divina Commedia (Purgatorio XVII, 25-30):
«Poi piovve dentro a l'alta fantasia
un crucifisso, dispettoso e fero
ne la sua vista, e cotal si moria;
intorno ad esso era il grande Assüero,
Estèr sua sposa e 'l giusto Mardocheo,
che fu al dire e al far così intero».

Il tutore di Ester giunge al culmine degli onori poiché viene fatto ministro al posto di Aman e gli viene consegnato il sigillo reale. Allora Mardocheo promulga un nuovo editto secondo cui ai Giudei è concesso difendersi contro coloro che li attaccheranno e spinge i Giudei a celebrare con banchetti lo scampato pericolo.
In questo modo può avvenire l'eccidio dei persecutori dei Giudei, perpetrato, con l'aiuto dei funzionari del re, in quello stesso giorno che era stato decretato per la loro rovina: il 13 di Adar. Da allora, secondo i dettami di Mardocheo, questo giorno viene ricordato dagli Ebrei come la festa di Purim, da una parola non ebraica ma accadica parlata dagli antichi babilonesi: Pur, cioè "oggetto per tirare a sorte", perché Aman aveva scelto tramite il lancio di questi oggetti il giorno in cui si sarebbe dovuto portare a termine il suo piano.
Al giorno d'oggi la festa di Purim è celebrata con feste in maschera e corrisponde al carnevale.

HA ROVESCIATO I POTENTI DAI TRONI, HA INNALZATO GLI UMILI
La vicenda di Ester esalta la tesi, assai cara alla Bibbia, del ribaltamento del destino deciso da uomini empi: l'ingiusto, che sembra destinato al successo, viene invece rovesciato e subisce la stessa punizione che aveva preparato per il giusto; quest'ultimo invece viene glorificato. Si noti che anche nell'Esodo era accaduta la stessa cosa: gli egiziani mettono a morte i figli maschi degli Ebrei, e Dio mette a morte i primogeniti maschi degli egiziani. Tutto ciò rivela l'azione decisiva del Signore nella storia umana e si trasforma in un appello alla speranza, proprio quando la morte appare l'unico destino possibile, così come accadeva durante la persecuzione di Antioco IV Epifane, l'epoca durante la quale è stato composto il racconto di Ester.
Il libro di Ester, le cui vicende vengono raccontate nel film in maniera molto fedele al testo biblico, viene ancor oggi riletto nella festa di Purim. Così viene ricostruita la fiducia nel Signore che protegge il suo popolo e porta al ringraziamento per i risultati raggiunti, anche con il contributo intelligente e diverso dei personaggi che vi partecipano.
Se un nemico giurato di Mardocheo, Aman, ottiene l'autorizzazione per attuare una strage contro il popolo ebraico, Ester, che vuole difendere il suo popolo, invita il re e Aman a un banchetto e intercede per il proprio popolo. Il re, finalmente, si ricorda della onestà di Mardocheo, che lo aveva in precedenza liberato da una congiura, e condanna a morte Aman. Importante notare che il re garantisce che accoglierà qualunque richiesta di Ester dicendo "Fosse pure metà del mio regno, l'avrai". Questa promessa ci ricorda la morte di Giovanni Battista, causata da un altrettanto esigente giuramento fatto in un banchetto a Salomé, la figlia di Erodiade. In quel caso viene usata per il male, la morte del giusto Giovanni Battista. In  questo caso per il bene: Ester che salva il popolo di Dio dallo sterminio.

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(da "Il Timone" n° 114
giugno 2012 - pag. 67)

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