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DIFFERENZE TRA IL LIBRO E IL FILM DI PINOCCHIO
Il libro del Collodi e il film di Benigni messi a confronto

1) MAESTRO CILIEGIA ASSENTE
Manca del tutto il primo capitolo del libro. Leggendo il relativo capitolo che il cardinal Biffi gli ha dedicato "Le sorprese del materialista maestro ciliegia", se ne capisce il motivo: la confutazione dell'ateismo potrebbe irritare qualche spettatore. Per mantenersi politicamente corretto nel film non vi è traccia di Maestro Ciliegia. Geppetto trova il pezzo di legno per strada, mentre nel libro glielo dà Mastro Ciliegia.
Per leggere il commento del cardinal Biffi al primo capitolo, clicca qui!

2) PINOCCHIO CHE FA IL CANE VIENE LIBERATO PERCHE' COMPIE IL SUO DOVERE
Quando Pinocchio finisce per fare il cane, viene poi liberato perché compie il suo dovere di cane: abbaiare al ladro. Il precedente cane era invece d'accordo con il ladro di galline e non abbaiava. Ecco perché il padrone lo aveva sostituito e invece premia Pinocchio: per aver compiuto il suo dovere. L'insegnamento è evidente: compiere il proprio dovere di stato (in questo caso fare il cane) alla fine premia, se non in questa vita, senz'altro nell'altra.
Nel film invece è Lucignolo, il compagno che lo porterà alla rovina e che vuole rubare le galline, a liberare Pinocchio e così si perde il prezioso insegnamento presente nel libro di Collodi.

3) INSPIEGABILE USCITA DI SCENA DEL GRILLO PARLANTE
Alla fine del film il grillo parlante se ne va via. Non c'è posto per lui nella nuova casa di Pinocchio. Sembra suggerire che non c'è più bisogno di una coscienza per l'uomo nuovo.
Sappiamo invece che la coscienza è il fondamentale argine contro il libero arbitrio che altrimenti ci porta alla rovina. Nel libro infatti il grillo parlante riemerge alla fine della favola. E', come sempre, nella sua identità di brontolone antipatico. Eppure Pinocchio ora gli chiede scusa e lo ringrazia. Vive in una capanna regalatagli dalla Fata Turchina, quasi a dirci che nessuno deve fare a meno della propria coscienza. Anzi, proprio una coscienza vigile ci permette di contrastare i nostri vizi e autoassoluzioni.

4) ALTRI DETTAGLI
- Nel film Pinocchio incontra Lucignolo per la prima volta in prigione quando viene arrestato dai carabinieri di Acchiappacitrulli accusando il Gatto e la Volpe per il furto delle monete d'oro, nel libro lo conosce a scuola, quando si trasferisce nel Paese delle Api Industriose
- Quando Pinocchio viene arrestato dai carabinieri che credono che lui abbia colpito Eugenio, lui, vedendo la Fata Turchina, fugge dai carabinieri per poi finire nel campo del contadino che lo assume come cane da guardia (dove, nel libro, cerca di rubare l'uva, cosa che non fa nel film).
- Quando Pinocchio reincontra Geppetto nella bocca del pescecane, il burattino porta il padre in salvo facendolo irritare prendendogli la parrucca (come fa all'inizio). Nel libro, fuggono in groppa ad un tonno (che nel film non appare) mentre il pescecane dorme.
- Come ultima scena l'ombra di Pinocchio se ne va via. Questa trovata simbolica non trova riscontro nel libro.

5) CONCLUSIONE: UN FILM COMUNQUE DA VEDERE E CONSIGLIARE
A parte queste differenze con il libro, comunque da tenere presenti, il film è la migliore trasposizione cinematografica del capolavoro del Collodi. Va visto come un invito alla lettura di "Le avventure di Pinocchio". Si consiglia la lettura di un capitolo per volta seguito dal relativo capitolo nel commento del cardinal Biffi "Contro Maestro Ciliegia", ed. Jaca Book.



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(da "Il Timone" n° 114
giugno 2012 - pag. 67)

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